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Fake news Coronavirus: smontiamo le bufale

In un momento delicato come questo, purtroppo, stiamo assistendo a una massiccia circolazione di Sumbawanga fake news sul Coronavirus. Teorie complottiste, tesi fantasiose su come si trasmette e su come si previene, ricette per rimedi miracolosi affollano soprattutto internet e i social network (ma non ne sono esenti neanche i giornali). E in questo periodo di reclusione forzata sono loro la nostra principale fonte di informazione. Questo articolo nasce quindi per smontare le fake news, o bufale, sul tema del 31 de marzo de 2018 Coronavirus e fornire informazioni corrette. Ma cerchiamo di capire prima perché tendiamo a credere alle fake news.

Perché crediamo alle fake news?

A chi non è capitato di cascarci e condividere una http://implicados.org/?apsyrd=app-de-citas-en-chile-gratis&b9d=d2 fake news, cancellandola poi non appena ci accorgevamo dell’errore? In realtà cadere nell’inganno delle notizie false è molto più facile di quanto pensiamo: il più delle volte sono sensazionali e chi le legge ha l’impressione di avere accesso a un sapere nascosto e accessibile a pochi. Il proliferare delle fake news è inoltre aiutato proprio dai site de rencontre pour rondes social network: la loro velocità di fruizione, l’immediatezza con cui nascono e muoiono i contenuti, lasciano poco tempo alla riflessione e all’approfondimento di una notizia. E quando poi le fake news vengono ripostate otto, nove o dieci volte, ecco che il nostro cervello comincia a considerarle come attendibili. Quelle che vi riportiamo qui sotto, a proposito del coronavirus, sono però facilmente smontabili se solo ci si ferma un attimo a pensare.

Come si previene il coronavirus?

Una delle informazioni più ricercate in questo periodo è ovviamente come prevenire il coronavirus. E in questo caso le ricette e i consigli si sprecano: dal mangiare tanto aglio al bere molta acqua, dall’assumere massicce quantità di vitamina C al prendere il sole il più possibile perché le alte temperature diminuiscono le possibilità di sopravvivenza del virus. In generale non si tratta di consigli dannosi per la salute, ma di prescrizioni che fanno bene al corpo in qualunque situazione: l’aglio previene le infiammazioni, la vitamina C e la vitamina D, prodotta dal nostro corpo quando si espone al sole, sono sempre salutari per l’organismo, mentre bere tanta acqua e mantenersi idratati è raccomandato in ogni periodo dell’anno. Non si tratta di fake news nocive, ma non sono utili a prevenire il Coronavirus. Molto accreditata, sempre per la convinzione che il virus sopravviva con difficoltà a temperature maggiori di 26-27 gradi, è la teoria secondo cui assumere molte bevande calde durante la giornata, come tè , tisane o tazze di brodo, sconfigga il temuto virus. Anche in questo caso assumere bevande calde non è dannoso… a patto di non esagerare con il calore. Una fake news alquanto pericolosa, invece, è quella secondo cui per rimuovere il virus dalla pelle ed evitare il contagio, è consigliato lavarsi con la candeggina: in questo caso la sostanza è nociva per l’organismo e può provocare ustioni anche gravi. Quali sono dunque i giusti comportamenti da adottare per prevenire il Coronavirus? Lavarsi bene le mani, coprirsi il naso e la bocca in caso di starnuti o colpi di tosse, evitare di toccarsi occhi, bocca e naso con le mani non lavate e mantenere la distanza di sicurezza di almeno un metro dalle altre persone.

Come si trasmette il coronavirus?

Anche su come si trasmette il coronavirus, le bufale o fake news si sprecano, creando in questo caso notevoli problemi. Una delle prime fake news a circolare riguardava gli animali domestici: basandosi sul fatto che i virus della famiglia Corona sono nativi degli animali, alcuni hanno ipotizzato che qualunque animale, anche quello domestico, potesse essere causa di contagio. Purtroppo questa bufala ha portato a un picco di abbandono di animali, prima di essere smentita con forza dagli organi di informazione. Un’altra delle prime fake news a essere messa in giro è stata quella che il virus si trasmettesse mangiando cibo cinese: ed ecco dunque che i ristoranti cinesi hanno assistito a un drastico calo della loro clientela, impaurita dalla possibilità del contagio. Anche i pacchi e le merci provenienti dalla Cina sono stati messi sotto accusa, come se il virus potesse arrivare impacchettato e resistere ai giorni di viaggio. Ma come si trasmette realmente il Coronavirus? La via di trasmissione principale è quella aerea: microgocce di saliva infetta, prodotte durante uno starnuto o un colpo di tosse, che possono entrare in contatto con le mucose del soggetto sano. Per questo è consigliabile mantenere la distanza di sicurezza, lavarsi spesso le mani e non toccarsi nasi, occhi e bocca. Per lo stesso motivo, chi mostra i sintomi del coronavirus dovrebbe indossare la mascherina. Il contagio quindi non può avvenire né tramite animali domestici, né tramite cibo di cucina cinese, né tramite l’apertura di pacchi o merci provenienti dalla Cina.

Come difendersi dalle notizie false sul coronavirus?

Come possiamo difenderci, quindi, dalle notizie false sul coronavirus? Innanzitutto verificando la fonte della notizia e prediligendo quelle accreditate. L’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la Croce Rossa, il Ministero della Salute, in molti si sono dotati di strumenti utili alla promozione di contenuti giusti e di qualità, come ad esempio, i canali social. Gli stessi social network e i motori di ricerca hanno dichiarato guerra alle fake news e mostrano solo risultati di ricerca accreditati, invitando a consultare sempre i canali degli organi di rifermento. Ma anche in situazioni non di emergenza come quella che stiamo vivendo, è bene sempre tenere gli occhi aperti, leggere la notizia in modo approfondito e pensare due volte prima di pubblicare un contenuto.